A seconda dei punti vista Zannone acquista un significato diverso, un differente valore assoluto che ne fa un’isola unica. Per gli uccelli che migrano dall’Africa al Nord Europa e viceversa, rappresenta un fondamentale luogo di sosta nella vasta distesa del mare.
Per le berte maggiori (Calonectris diomeda) è il rifugio sicuro dove costruire i nidi. Per i geologi è il sito dove affiorano le rocce più antiche d’Italia. Per gli uomini del Neolitico era un sicuro approdo fra l’isola di Palmarola e la costa del Circeo dove potersi rifornire di acqua. Per i monaci Benedettini e Cistercensi è stato per settecento anni un luogo di pace e preghiera.
Per i Ponzesi ha rappresentato l’importantissima riserva di legna del bosco che ne copre un versante. Per i naviganti è la rassicurante luce di un faro. Per le 22 specie endemiche dell’isola è l’unico posto al mondo in cui vivere. Per tutti i visitatori che hanno la fortuna di visitarla, è un piccolo lembo di terra quasi del tutto disabitato dove l’aria si riempie delle grida dei gabbiani, dei profumi delle piante della macchia mediterranea, del sapore di salsedine che il vento strappa al meraviglioso mare che la circonda.
Credit:
‘Parco Nazionale del Circeo – Immagini di Natura, Storia e Mito’
Istituto Pangea Onlus Editore – Edizione 2012 ISBN 9788890663604 – Testi di Giulia Sirgiovanni
Pro loco Sabaudia
